“Nature 4 Climate”: il nuovo report del Wwf

“Nature 4 Climate”: il nuovo report del Wwf

Non solo le foreste e gli oceani sono coinvolti nella regolazione del clima. Anche gli animali contribuiscono a ridurre la CO2 o a rigenerare foreste e altri organismi che a loro volta giocano un ruolo importante in questo equilibrio vitale. 

Per questo è importante, secondo il report “Nature for climate” recentemente pubblicato dal Wwf, “adottare subito soluzioni di collaborazione fra l’uomo e la natura”, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo che ogni essere vivente svolge per il benessere e la sopravvivenza del Pianeta, incluse le specie del mondo vegetale.

Protagonisti del funzionamento dei sistemi climatici, si legge nel report, sono gli stessi ecosistemi e tutta la ricchezza di vita che ospitano: gli oceani, le foreste, i ghiacciai, la rete di acque dolci e salmastre che avvolge il pianeta, le praterie marine, le savane, tutti svolgono un ruolo cruciale nel determinare la composizione dell’atmosfera, regolare la temperatura della Terra, determinare il ciclo delle piogge, la concentrazione dell’umidità, l’intensità dei venti e molto altro.

La posidonia assorbe fra l’11 e il 42% di CO2 prodotta dai Paesi del Mediterraneo

La posidonia (Posidonia oceanica) è una pianta marina endemica del Mediterraneo ed è, ad esempio, una delle specie chiave dell’ecosistema marino. Cresce sui fondali sabbiosi, a circa 40 metri di profondità, dove forma delle vere e proprie praterie che forniscono ossigeno e habitat vitale a circa il 20% delle specie del Mediterraneo. 

Tra le sue foglie si riproducono e prosperano molte specie di interesse commerciale. La posidonia svolge anche un ruolo importante nel contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e riduce l’energia delle onde e delle correnti, stabilizzando il fondale sabbioso e consolidando i sedimenti. 

Durante la stagione estiva, quando il tempo peggiora, le sue foglie morte si accumulano lungo le spiagge, proteggendole dall’erosione costiera. Oltre a mitigare gli impatti fisici del cambiamento climatico, la posidonia soprattutto funge da serbatoio di carbonio: foglie morte, rizomi e radici si accumulano sul fondale andando a costituire strati che possono raggiungere anche i 4 metri. Si stima che le praterie di posidonia stocchino una quantità di CO2 equivalente all’11- 42% di quella prodotta dai paesi del Mediterraneo. 

Anche la vegetazione marina è in pericolo 

Purtroppo il futuro della posidonia è fortemente minacciato: pesca a strascico, ancoraggio dei natanti da diporto, antropizzazione delle coste, aumento della temperatura dovuta ai cambiamenti climatici o l’innalzamento del livello dei mari, sono le principali minacce che questa pianta si trova oggi a fronteggiare. 

Mentre hanno un enorme valore ecologico e socio-economico, perché la sua presenza permette la sopravvivenza di molte specie marine e, come abbiamo evidenziato, l’erogazione di servizi ecosistemici fondamentali, quali la rimozione della CO2, la protezione delle coste e il sostentamento delle specie pescabili. 

È quindi fondamentale mettere in atto tutte le misure per proteggere questo habitat così prezioso per il nostro benessere e quello del mare. 


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