Europa 2025: un Continente che “bolle”. Il Report Copernicus gela le speranze
Pubblicato lo “European State of the Climate 2025”. Riscaldamento a velocità doppia rispetto al resto del mondo, mari ai massimi storici e ghiacciai in ritirata: ecco i dati di un anno estremo.
Il quadro che emerge dall’ultimo rapporto ESOTC 2025 (European State of the Climate), prodotto da Copernicus e dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), è inequivocabile: l’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente al mondo. Negli ultimi 30 anni, la nostra temperatura è aumentata di +0,56°C per decennio, una velocità doppia rispetto alla media globale.

Un anno fuori scala
Il 95% del territorio europeo ha registrato temperature sopra la norma. Il 2025 ha visto la seconda ondata di calore più grave di sempre, con picchi scioccanti oltre il Circolo Polare Artico (oltre i 30°C in Fennoscandia).
Ma è l’acqua a preoccupare maggiormente: la temperatura media della superficie marina europea ha raggiunto il punto più alto mai registrato. L’86% delle acque europee ha subito ondate di calore marine classificate come “forti” o estreme, mettendo a serio rischio la biodiversità dei nostri fondali.

Ghiacciai e Fiumi: l’emorragia d’acqua dolce
Se il mare scotta, i ghiacciai svaniscono. La calotta della Groenlandia ha perso 139 miliardi di tonnellate di ghiaccio (1,5 volte il volume di tutti i ghiacciai alpini messi insieme). In Islanda si è registrata la seconda perdita di massa più grave di sempre. A terra, la situazione non è migliore: il 70% dei fiumi europei è in deficit idrico, con portate sotto la media per quasi tutto l’anno.
Fuoco e Sole: i due volti dell’energia
Il caldo estremo ha alimentato la stagione degli incendi più devastante della storia, con oltre 1 milione di ettari bruciati. Tuttavia, proprio dal sole arriva l’unico segnale di speranza: nel 2025 le energie rinnovabili hanno coperto quasi la metà del fabbisogno elettrico europeo (46,4%), con il fotovoltaico che ha segnato il record storico del 12,5%.
Un continente che cambia
I dati di Copernicus non sono solo statistiche: sono il grido d’allarme di un continente che sta cambiando volto. Per noi di Seaforchange, questi numeri confermano che l’adattamento climatico e la protezione degli oceani non sono più opzionali, ma la nostra unica strategia di sopravvivenza.
