L’Onda lunga dei libri: nel 2025 il Mare protagonista con 100 nuovi titoli

L’Onda lunga dei libri: nel 2025 il Mare protagonista con 100 nuovi titoli

Non solo narrativa: il boom editoriale dell’anno mette al centro la crisi climatica, l’inquinamento e la necessità di un nuovo patto tra uomo e oceano.

Il 2025 ha segnato un punto di svolta: il mare non è più solo uno sfondo per avventure estive, ma il cuore pulsante del dibattito culturale. Con oltre 100 nuovi titoli pubblicati, l’editoria di settore sta vivendo una vera e propria primavera.

Fortunatamente, oggi “parlare di mare” significa finalmente affrontare i suoi problemi più urgenti. Tra i volumi arrivati in libreria, una fetta consistente riguarda saggi sull’inquinamento da microplastiche, l’impatto del riscaldamento delle acque e la tutela della biodiversità. Il mare è tornato prepotentemente alla ribalta perché abbiamo capito che la sua salute coincide con la nostra.

Campioni della Cultura del Mare 2025

I premi letterari sono il “termometro” della letteratura di mare in Italia. Quest’anno la giuria del Premio Marincovich ha premiato opere che fondono rigore scientifico e potenza narrativa:

  • “Relitti” di Leonardo D’Imporzano (Nutrimenti)
    Un’opera fondamentale che non parla solo di navi affondate, ma del mare come “custode della memoria”. D’Imporzano esplora come i relitti diventino oggi oasi di biodiversità o, purtroppo, bombe ecologiche silenziose. 
  • “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio)
    Il celebre critico letterario scava nell’etimologia e nell’immaginario marittimo. Dimostra come il nostro linguaggio sia intriso di mare, riportando la terminologia nautica al centro della cultura contemporanea.
  • “Mare aperto” di Luca Misculin (Einaudi)
    Un romanzo potente che affronta la realtà del mare come confine e spazio di transito. Misculin vince per la capacità di raccontare il mare oggi, senza filtri e con uno sguardo crudo sulla contemporaneità.

Giuseppe Notarbartolo di Sciara non è solo un autore, ma uno dei più autorevoli biologi marini a livello internazionale. Nel libro, “Le meraviglie di un mare ferito” il suo sguardo tecnico si unisce a una narrazione appassionata per raccontare lo stato di salute del Mediterraneo. Il tema del “Mare Ferito” è manifesto e strumento per esplorare le ferite inferte dall’uomo (pesca illegale, inquinamento acustico, plastiche e crisi climatica), ma non si ferma alla denuncia.

Nonostante i danni, il libro evidenzia la straordinaria capacità di ripresa degli ecosistemi marini se protetti adeguatamente (ad esempio attraverso le Aree Marine Protette).

L’importanza dell’Ocean Literacy 

Per parlare di mare ai più piccoli non serve sempre la tragedia ambientale. Serve, prima di tutto, farli innamorare dell’acqua e della curiosità verso l’ignoto. Le opere che avvicinano i bambini al mare con il sorriso sono quelle che costruiscono i futuri difensori dell’ambiente.

Tra le proposte più originali del 2025 troviamo ‘I rinoceronti non sanno nuotare’ di Daniele Daccò (Gallucci Bros), tra i vincitori del Premio Carlo Marincovich. Attraverso una narrazione brillante e illustrazioni coinvolgenti, il libro sfida i pregiudizi e invita i più piccoli a tuffarsi – letteralmente – in nuove avventure, dimostrando che la cultura del mare inizia proprio dalla capacità di immaginare l’impossibile.

Essenziale per l’Ocean Literacy delle nuove generazioni, anche “La baia delle balene” di Linda Chapman. Questo volume è importante per come educa alla protezione dei giganti del mare attraverso l’avventura.

Dai premi letterari arriva un messaggio univoco: proteggere l’oro blu è la sfida editoriale (e umana) più importante del nostro tempo.


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