Oceani 2026: è il momento di “Rimmaginare” il nostro legame con il Mare

Oceani 2026: è il momento di “Rimmaginare” il nostro legame con il Mare
L’8 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale degli Oceani 2026. Il messaggio delle Nazioni Unite per questa edizione si riassume in una parola d’ordine potente: Reimagine.
L’obiettivo globale è guidare l’umanità verso la costruzione di una relazione completamente nuova, profonda e sostenibile con il nostro immenso polmone blu.
Nonostante l’oceano copra oltre il 70% della superficie terrestre e produca oltre il 50% dell’ossigeno che respiriamo ogni giorno, la società civile e i decisori politici faticano ancora a tutelarlo concretamente. Ad oggi, meno del 10% dei fondali marini è stato esplorato, eppure le ferite inferte dall’uomo sono già visibili ovunque.

L’Oceano in cifre:

70% –  Superficie del pianeta coperta dall’acqua
50%  – Ossigeno globale generato dagli oceani
90%  – Popolazioni di grandi pesci già decimate o a rischio estinzione
50% –  Barriere coralline mondiali distrutte
 <8% – Percentuale di oceano globalmente protetta

Oltre la distanza, siamo un unico ecosistema

Per generazioni abbiamo trattato il mare come un elemento separato dalle nostre vite, un immenso serbatoio da cui attingere risorse senza sosta, o peggio, un luogo n cui scaricare i nostri rifiuti (in molti paesi del mondo è ancora purtroppo così).
La campagna #WorldOceansDay ci ricorda che non esiste alcuna distanza tra noi e l’acqua.
Le comunità costiere subiscono in prima linea l’impatto dei cambiamenti climatici, dall’erosione delle coste all’innalzamento del livello dei mari, ma l’intera economia globale dipende dalla salute marina.

La sfida cruciale: obiettivo 30/30

Rimmaginare l’oceano significa anche applicare modelli di conservazione stringenti ed efficaci. Gli scienziati e le organizzazioni internazionali rinnovano l’appello per l’obiettivo 30/30:: proteggere almeno il 30% delle acque globali entro il 2030 attraverso l’istituzione di Aree Marine Protette (AMP) resilienti e l’adozione di pratiche di pesca sostenibile.
Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, modificando le proprie scelte di consumo quotidiane, riducendo l’uso della plastica monouso e sostenendo la Blue Economy. Salvaguardare il mare non è più un’opzione ecologista, ma l’unica via per garantire il futuro della vita sulla Terra.
“Il mare cambia, noi lo raccontiamo”

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