33 capi di Stato ricevono la Bandiera del Mediterraneo

33 capi di Stato ricevono la Bandiera del Mediterraneo

Hanno scritto a Re, Principi, Presidenti, Capi di Stato e anche a Papa Francesco. Cioè a tutti i vertici dei Paesi del Mediterraneo. Ma anche a Ursula von der Leyen e Charles Michel, vertici dell’UE. Oltre alla lettera firmata, nella busta ci hanno messo un simbolo ancora sconosciuto ai destinatari, una bella bandiera del Mediterraneo.

Il mittente della lettera/appello è Progetto Mediterranea, l’iniziativa nata nel 2013 dall’idea dello scrittore Simone Perotti che per sette anni ha navigato a vela per tutto il Mediterraneo incontrando i massimi rappresentanti della cultura per promuovere il dialogo tra le società e le genti del Mediterraneo.
Nel 2020, l’Associazione Progetto Mediterranea ha promosso l’iniziativa di una “Bandiera per il Mediterraneo” invitando chiunque a disegnare “la bandiera che non c’è”, per un Paese che invece esiste da sempre. Hanno risposto in mille tra bambini, designer, appassionati, artisti, inviando le loro proposte, ma solo una, quella disegnata da tre studenti universitari siciliani è stata poi votata il 30 giugno scorso.

I vincitori

Quello che fanno per il Mediterraneo non basta

Una busta con una lettera dai temi forti per ognuno dei 33 destinatari: dall’Albania al Libano, dall’Algeria a Malta, dal Principato di Monaco alla Grecia, dalla Russia a Israele, dall’Italia alla Turchia, passando per i palazzi dell’Ue e la Città del Vaticano, per non dimenticare proprio nessuno.

Nella lettera si fa riferimento ai valori e ai presupposti che hanno segnato la nascita dell’Europa, (….) unire, dialogare, tentare, ridurre drasticamente i conflitti. Un percorso purtroppo segnato dal credo quasi assoluto dell’economia, della finanza, del denaro. Inevitabili, dunque, i problemi attuali dovuti a culture diverse mai integrate, mancanza di visione coesa, dialogo frammentario o assente, razzismo, mancanza di valori comuni.

(….) di contro, nonostante l’impegno alla disgregazione, alla creazione di fratture, perpetrato da sempre, ogni giorno, da parte di interessi energetici, di potere, bellici, rimane un’area con valori di base comuni, dove la gente può e deve ritrovare il senso di un comune modello umano, filosofico, valoriale, di relazione, e dunque cooperativo ed economico.

La bandiera del Mediterraneo

Il Mediterraneo Unito

“Costruire un Mediterraneo Unito, costituisce il naturale, obbligato e inevitabile destino sociopolitico per l’area. Oltre 450 milioni di persone che, unite, costituirebbero un valido interlocutore per l’EU, per l’Africa, per tutti, oltre che l’unico sistema di autogoverno capace di fare da fondamenta per pace, sviluppo, rispetto dei diritti umani”. (….). “Nell’ambito di queste riflessioni e di questo processo già in atto”, sottolinea la lettera, (….) è nata la Bandiera del Mediterraneo, simbolo del mondo unito che verrà (….) ed è la prima che il Mediterraneo abbia mai avuto. Una bandiera che non verrà mai issata in caso di guerra, una bandiera per unire, per vivere, mai per morire (….) Perché questa bandiera Lei e il suo popolo possiate issarla, farla sventolare, sentirla vostra come noi la sentiamo nostra, e possa spingere lei e tutti i leader dell’area a moltiplicare gli sforzi per costruire l’alternativa mediterranea, unica vera grande e nuova opzione per affrontare le sfide della modernità in nome di un comune destino popolare e culturale millenario”.

(….) “Come rappresentante civile e politico di un pezzo di questo nostro mondo”, continua la lettera, “le mandiamo questa bandiera noi, a nostra volta, come cittadini del Mediterraneo (….) Non lasci che la dimenticanza, l’ignoranza o la ristrettezza di visione intralcino il cammino della Storia“.

“Sia invece promotore di questo processo! (….) per studiare, organizzare, tentare la via dell’Unione e della collaborazione (…..) Abbia l’ambizione di dare un contributo essenziale sulla via della pace e della giustizia, e così facendo leghi dunque per sempre il suo nome alla Storia”.

Il Mediterraneo si unirà, certamente”, prosegue la lettera. (….) Potrà farlo prima, con facilità, o dopo, con enormi fatiche. Ma il Mediterraneo tornerà faro e centro della politica e della cultura, del diritto e dello studio, dell’innovazione e dei valori, della libertà e della crescita”. 

La lettera conclude con un invito a onorare, valorizzare e issare la Bandiera del Mediterraneo, espressione di un’urgenza nata dalla Storia e dalle persone. E ricorda la festività internazionale del 30 Giugno, data della sua nascita.


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