Ridurre lo spreco alimentare: un impegno per la salute del Pianeta e dell’uomo

Ridurre lo spreco alimentare: un impegno per la salute del Pianeta e dell’uomo

Prevenire gli sprechi è più facile se si privilegia cibo fresco, stagionale e di qualità, a vantaggio della salute personale e di quella del pianeta. Soprattutto nei consumi domestici, la prevenzione degli sprechi ha un notevole impatto positivo sull’ambiente, ed è strettamente legata a sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale e rispettosi della biodiversità.

La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare

Sono questi i temi principali della 8^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in programma oggi, 5 febbraio 2021. Un appuntamento ormai consolidato per l’agenda dello sviluppo sostenibile, e per guardare alla riduzione degli sprechi come elemento chiave per salvaguardare la salute dell’uomo e dell’ambiente. 

Tra gli eventi on line in programma, il Forum digitale, su iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market in sinergia con il Ministero dell’Ambiente, e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del World Food Programme Italia, di ANCI e della rete di Comuni Sprecozero.net. 

Tra gli interventi istituzionali, coordinati dall’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market e campagna Spreco Zero, quello del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, del Sottosegretario al Ministero della Salute Sandra Zampa, del Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Morassut e del Sottosegretario al Ministero delle Politiche Sociali Francesca Puglisi. 

Gli Obiettivi ONU 2030

Tra le priorità di un consumo alimentare responsabile, ci sono gli Obiettivi di Sostenibilità indicati nell’Agenda ONU 2030. Mentre per il monitoraggio dello spreco alimentare in Italia, è stato istituito l’Osservatorio Waste Watcher che elaborerà un focus speciale dedicato al “caso Italia”, con i dati 2021 per la quantificazione dell’incidenza dello spreco di cibo nelle case.

«L’impegno per lo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi – spiega Andrea Segrè – passa anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati. Questa svolta culturale è un passaggio obbligato per la riduzione dello spreco alimentare domestico, che incide per il 50% circa dello spreco complessivo del cibo sul pianeta. I 17 Obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite sono davanti a noi e il decennio che si apre sarà determinante per raggiungerli”.

Per fare questo è fondamentale un cambio culturale delle abitudini alimentari degli italiani, attraverso la promozione delle “Buone Pratiche di prevenzione dello spreco” su cui saranno coinvolti enti pubblici, imprese, scuole e cittadini. 


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