Una nave cargo elettrica senza equipaggio: al via sperimentazione norvegese

Una nave cargo elettrica senza equipaggio: al via sperimentazione norvegese

La nave cargo elettrica norvegese senza equipaggio Yara Birkeland compirà il suo viaggio inaugurale entro la fine del 2021. L’iniziativa avrà luogo con un anno di ritardo rispetto al programma originario per via della pandemia di Covid-19.

L’iniziativa sostenibile

Non può che arrivare dalla Norvegia dei record (in termini di numero di immatricolazioni di auto elettriche sul totale) la prima nave cargo completamente elettrica.  La seconda particolarità di questo mezzo navale è che non c’è bisogno di equipaggio a bordo. Si tratta, infatti, di un vero e proprio “drone” acquatico ad emissioni zero che nel corso del primo viaggio in solitaria collegherà le due cittadine di Herøya e Brevik.

Tutti i movimenti della Yara Birkeland – questo il nome del cargo – saranno cautamente valutati e gestiti da tre diversi centri di controllo a terra. L’obiettivo è di riuscire a risparmiare l’equivalente di 40.000 viaggi di tir all’anno.

La nave potrà portare fino a 103 container e viaggiare ad una velocità massima di 13 nodi, circa 24 km/h. A fornire la giusta energia un inedito pacco batterie da 7 MWh, ovvero la capacità di circa un centinaio di auto elettriche, ma non ci sono indicazioni sull’autonomia della Birkeland e sulle tempistiche di ricarica al molo.

L’ideatore

La società Yara, tra i leader globali nel campo dei fertilizzanti, ha scelto il nome Birkeland in onore del fisico e inventore norvegese Kristian Birkeland. Inoltre, si è avvalsa della collaborazione del gruppo internazionale Kongsberg per realizzare l’imbarcazione presentata nel 2017 con guida totalmente autonoma.

Come detto, l’obiettivo è naturalmente quello di ridurre drasticamente l’emissione di gas nocivi (il mercato delle spedizioni navali è responsabile del 2,5-3% delle emissioni globali). Ciò  sia direttamente, grazie alla stessa nave elettrica, sia indirettamente visto che i suoi trasporti “green” eviteranno 40.000 viaggi di camion all’anno.

L’energia necessaria per alimentare la nave sarà prevedibilmente fornita da fonti rinnovabili, anche perché in Norvegia il 95% del totale è prodotto con l’idroelettrico, il resto da termale e vento.

Se il test darà i risultati sperati, la nave potrà generare anche effetti benefici sulla qualità del traffico su strada.  L’idea è quella di evitare congestioni in una nazione, la Norvegia, che sta già puntando in modo robusto sulla mobilità elettrica, ricevendo per prima le spedizioni di moderne e innovative vetture da realtà estere come la Cina.  

L’obiettivo

Con la Birkland si vogliono dimostrare l’avanzamento tecnologico e la possibilità di ridurre ulteriormente i costi comandandola tranquillamente da remoto. Operatori reali saranno comunque impiegati per le fasi di carico e scarico, ancoraggio e tanto altro ma, secondo Jon Sletten della Yara, un giorno anche tutte queste operazioni potranno divenire autonome.

Non resta quindi che attendere questa primissima traversata, più dimostrativa che altro vista l’estrema vicinanza delle due piccole cittadine norvegesi che in auto distano soltanto 10 km. Via mare sarà poco di più ma il range resta comunque molto limitato, da capire se saranno previsti a breve test più ambiziosi.

In effetti, Herøya e Brevik si trovano nella penisola di Eidangerhalvøya, nella zona meridionale della Norvegia, in passato molto attiva nell’esportazione di ghiaccio e legna e distano tra loro circa 9 chilometri in linea d’aria. Una tratta breve che ben si adatta a questo primo progetto elettrico e a guida autonoma, che potrebbe aprire interessanti orizzonti nei trasporti marittimi locali.


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