Nasce il “Centro della Biodiversità”: il CNR e Marevivo inaugurano il nuovo Floating Hub sul Tevere
Il Tevere da oggi diventa un laboratorio scientifico d’eccellenza aperto ai cittadini. In occasione della Giornata Nazionale del Mare, Fondazione Marevivo e Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno inaugurato, allo Scalo de Pinedo, il Marevivo Floating Hub.
Una struttura galleggiante che ospita il nuovo “Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana”, un polo strategico per il monitoraggio e la protezione degli ecosistemi.
La scienza sulla riva del Tevere
Il cuore pulsante dell’Hub è la collaborazione scientifica con il CNR, che attraverso questo centro trasforma il tratto urbano del Tevere, sede storica anche della Fondazione Marevivo, in una “sentinella” ambientale. Il Floating Hub di Roma funge infatti da Nodo Territoriale del Biodiversity Gateway, all’interno del prestigioso National Biodiversity Future Center (NBFC), coordinato proprio dal CNR.
Grazie a questa sinergia, ricercatori e scienziati utilizzeranno la struttura per studiare lo stato di salute del fiume, analizzando l’impatto dell’inquinamento (in particolare quello delle microplastiche) e monitorando la biodiversità locale. L’obiettivo è raccogliere dati cruciali per comprendere come le acque interne influenzino direttamente la vita del Mar Tirreno.
Ricerca e Citizen Science
Oltre alla ricerca accademica, il coinvolgimento del CNR punta a promuovere la Citizen Science: cittadini, studenti e volontari potranno partecipare attivamente alla raccolta dati e ad attività didattiche guidate da esperti. La struttura stessa è un modello di tecnologia sostenibile, alimentata da energie rinnovabili e progettata per avere il minimo impatto ambientale.
Un network nazionale per l’ambiente
Con l’apertura del centro romano, la Capitale entra a far parte di una rete scientifica nazionale che collega il Tevere ad altri hub strategici a Venezia e Palermo. Un “ponte scientifico” che permetterà un confronto costante tra ecosistemi diversi, unendo le competenze del CNR alla capacità di mobilitazione civile di Marevivo.
“Portare la ricerca scientifica direttamente sul fiume è un passo fondamentale per la transizione ecologica della città,” è stato sottolineato durante l’evento di presentazione. A 15 anni dalla perdita della vecchia sede, Marevivo e CNR restituiscono a Roma un presidio tecnologico e culturale che guarda al futuro della biodiversità
