Navi cargo a vela: il futuro è già in navigazione
A bordo della Canopée, una delle navi cargo a vela più innovative al mondo, il futuro della logistica sostenibile è diventato realtà. E’ l’unica nave cargo ibrida già circolante, dotata di vele super tecnologiche per risparmiare carburante e affrontare la sfida della decarbonizzazione dello shipping.
Con una lunghezza di 121 metri e una larghezza di 22 metri, Canopée è dotata di 4 alberi in carbonio di 40 metri che utilizzano 4 vele rigide automatizzate simili a quelle di un aereo ma montate in verticale, realizzate per Ariane Group da AYRO Ocean Wings. Le vele sono alte 36 metri ciascuna, hanno una superficie di 353 mq per un totale di 1.452 mq di superficie velica e orientabili fino a 360 gradi, in grado di sviluppare una spinta propulsiva pari a 1,2 megawatt di potenza tutta “gratuita”, offerta dal vento, che si aggiunge alla propulsione dei due motori tradizionali.
L’integrazione fra propulsione tradizionale e spinta del vento permettono un risparmio dal 30% al 40% circa di carburante, corrispondente a circa 1,2 – 2,2 tonnellate al giorno. In condizioni normali si può viaggiare anche solo a vela alla velocità di 13 -14 nodi.
Canopée è stata concepita appositamente per trasportare un razzo Ariane 6 in un unico viaggio: prima erano necessarie due navi cargo commerciali, adesso con un unico trasporto si ottiene un notevole risparmio di emissioni inquinanti.
Il progetto Canopée è stato creato intorno alle dimensioni del razzo Ariane 6. Infatti il ponte di comando è spostato a prua per migliorare l’aerodinamica e lasciare tutto lo spazio alla stiva a disegno aperto di 2.700 metri cubi, che ospita il prezioso razzo Ariane 6 e lo protegge dalle onde dell’Atlantico durante la navigazione, grazie a un sistema sofisticato di sensori.
Prima di attraversare l’Atlantico, l’Ariane 6 viene assemblato a bordo di Canopée in diverse tappe nei porti europei, iniziando a Brema in Germania dove viene caricata la parte superiore de razzo, poi a Rotterdam per caricare le carenature, e infine a Le Havre e poi al porto di Bordeaux dal quale è salpata nel febbraio scorso.
A bordo di Canopée ci sono solo 11 persone di equipaggio specializzato e addestrato per governare la nave, tutta automatizzata tramite l’utilizzo di software sofisticati in grado di analizzare con estrema precisione le condizioni del mare e del vento e massimizzare la spinta delle ali durante la navigazione.
La traversata transatlantica dura circa 10 giorni dai porti europei alla base di Kourou nella Guyana francese dove avvengono i lanci nello spazio. La missione Ariane 64, ha portato in orbita, il 12 febbraio scorso, un carico di 32 satelliti Amazon Leo per la connessione internet satellitare.

Il ritorno della navigazione a vela dei cargo
Canopée è un capolavoro della tecnologia europea, costruita dal cantiere navale olandese Neptune Marine, su progetto Trimarine e Studio VPLP.
Ma ci sono molti progetti nel mondo per i nuovi vascelli a vela: l’obiettivo è ridurre le emissioni dello shipping che oggi incide per il 3% nelle emissioni globali di CO2 e adeguarsi il più velocemente possibile alle nuove norme europee previste dal sistema EU ETS (Emission Trading System) sulla decarbonizzazione.
La compagnia di navigazione francese Neoline di Nantes, nata nel 2024 con l’obiettivo di offrire servizi di navigazione sostenibili, ha effettuato il primo viaggio inaugurale della “Neoliner Origin” che ha attraversato l’Atlantico il 24 novembre 2025.
L’innovativa nave da carico “roll on roll off” è lunga 136 metri dotati, può trasportare fino a 5.300 tonnellate e ha attraversato l’Atlantico in circa otto giorni, spinta principalmente dalle vele.
Prima tappa: il porto di Saint-Pierre et Miquelon in Canada. Da lì ha proseguito fino a Baltimora, poi ad Halifax, prima di tornare in Europa.
I partner strategici della Neoline Origin sono OneSails e Flexon Composites, due aziende italiane leader nella ricerca, progettazione e realizzazione di vele rigide ad alte prestazioni e completamente riciclabili. OneSails ha fornito al progetto tre fiocchi (vele di prua) da 450 m² ciascuno, realizzati da Flexon Composites con l’esclusiva tecnologia 4T FORTE.
Con questi ed altri mezzi di trasporto a propulsione ibrida, composta da vele e motori elettrici e diesel, dovrebbe essere possibile in futuro rendere la catena logistica sempre più sostenibile e ridurre il consumo di combustibili fossili di oltre l’80%. Le emissioni di gas serra potrebbero addirittura essere ridotte del 90%.
photo credits AYRO/UNIPROD
