Giornata Mondiale della Biodiversità: blindare il futuro della natura tra terra e mare
Celebrazioni ufficiali a Castelporziano alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al centro del dibattito, il monitoraggio scientifico e la tutela degli ecosistemi marini.
Oggi, 22 maggio, tutto il pianeta celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità. In Italia, le celebrazioni ufficiali hanno assunto una veste istituzionale di altissimo profilo: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ospita presso la Tenuta Presidenziale di Castelporziano un incontro cruciale con i massimi esperti del NBFC (National Biodiversity Future Center – Centro Nazionale per la Biodiversità), del CNR, della Stazione Zoologica ”Anton Dohrn” e della storica fondazione ambientale Marevivo che celebra i 40 anni dalla sua fondazione.
Questo evento dimostra come la tutela del patrimonio naturale non sia più solo una questione ecologica, ma una priorità di sicurezza nazionale e di sviluppo economico per il sistema Paese.

La scienza del NBFC e l’attivismo di Marevivo
Il National Biodiversity Future Center (NBFC) rappresenta la più grande rete di ricerca mai creata in Italia per monitorare, mappare e rigenerare la biodiversità in tutti gli ecosistemi, con un focus massiccio sul Mar Mediterraneo. Al suo fianco, Marevivo porta l’esperienza di oltre quarant’anni di battaglie sul campo per la protezione del mare, il contrasto alla pesca illegale e la promozione dell’Ocean Literacy. Questa sinergia ha dato vita al Marevivo Floating Hub, una struttura galleggiante inaugurata ad aprile 2026 che ospita il nuovo “Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana”, un polo strategico per il monitoraggio e la protezione degli ecosistemi.
La ricerca scientifica e la capacità di sensibilizzazione della fondazione è un’arma potente che l’Italia ha a disposizione per proteggere la biodiversità marina dall’impatto del cambiamento climatico.
Il Mediterraneo: uno scrigno di biodiversità sotto assedio
Il Mar Mediterraneo copre meno dell’1% della superficie oceanica globale, ma custodisce oltre il 10% di tutte le specie marine conosciute sul pianeta, di cui circa il 30% sono endemiche, ovvero non esistono in nessun altro luogo della Terra.
Questo straordinario “hotspot” biologico ospita ecosistemi unici come le praterie di Posidonia oceanica — vere e proprie foreste sommerse che producono ossigeno e difendono le coste dall’erosione — e le barriere di coralligeno, che offrono rifugio e nutrimento a migliaia di organismi trofici. Proteggere e difendere questa immensa varietà di vita non è solo un dovere morale, ma una necessità vitale: la biodiversità è il motore che garantisce la resilienza del mare di fronte al riscaldamento delle acque e all’acidificazione degli oceani.
Come sottolineiamo ogni giorno su Seaforchange, ogni singola specie che scompare indebolisce la catena alimentare marina e accelera il collasso di ecosistemi da cui dipendono la pesca, il turismo e la stessa sopravvivenza economica delle nostre comunità costiere.
“Il mare cambia, noi lo raccontiamo“
