Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026: habitat preziosi per flora e fauna

02. Febbraio 2026 Ambiente, Eventi 0
Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026: habitat preziosi per flora e fauna

Sensibilizzare la comunità internazionale sull’importanza della salvaguardia delle zone umide per l’uomo e per il nostro pianeta. E’ questo l’obiettivo della Giornata Mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day), che ogni anno il 2 febbraio celebra la firma della Convenzione internazionale di Ramsar avvenuta nel 1971.

Il tema di quest’anno è “Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale“. La Giornata mondiale del 2026 vuole sottolineare il ruolo delle conoscenze tradizionali nel sostenere gli ecosistemi delle zone umide e preservare l’identità culturale.

Gli ecosistemi delle zone umide

Ma quali sono le zone umide? Per la Convenzione di Ramsar sono: le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri”. La Convenzione è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questi particolari ecosistemi che, oltre ad accogliere e conservare una ricca diversità biologica di piante, uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati, garantiscono ingenti risorse di acqua e cibo e svolgono una funzione fondamentale di mitigazione dai cambiamenti climatici.

In Italia, le zone umide d’importanza internazionale ad oggi inserite nell’elenco ufficiale di siti della Convenzione di Ramsar sono 61, distribuite in 15 regioni, per un totale di 78.385 ettari, designate a partire dal 1976 fino al 2021, compresi anche ulteriori 5 siti individuati dai Decreti Ministeriali nel 2011, 2013 (in Sicilia e Toscana), attualmente in attesa di designazione ufficiale da parte del Segretariato della Convenzione.

Criteri di valutazione

Fra i 9 criteri di valutazione dell’importanza delle zone umide, la Convenzione di Ramsar ne indica due che si basano specificamente sugli uccelli acquatici: i siti regolarmente frequentati da almeno 20000 individui (criterio 5) o da almeno l’1% di una specie, sottospecie o popolazione (criterio 6), sono da considerare di importanza internazionale. 

I censimenti degli uccelli acquatici svernanti (International Waterbird Census) in Italia sono coordinati da ISPRA.

I censimenti in Italia, si legge in una nota di Ispra Ambiente, si sono svolti dal al 25 gennaio in più di 2000 zone umide. Il progetto si avvale di una rete di oltre 500 rilevatori esperti e circa 1500 collaboratori, distribuiti in tutto il Paese. Con oltre 30 anni di attività continuativa sull’intero territorio nazionale i censimenti IWC sono uno dei più longevi progetti di studio italiani, sicuramente il primo per capillarità e regolarità della copertura a livello geografico.
Il 2026 è anche l’anno in cui si festeggia il 60° anniversario dei censimenti IWC.

Il convegno

Oggi, 2 febbraio, presso la FAO e la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa si terrà un convegno organizzato dal Mase, Fao, ISPRA, Regione Lazio e Riserva Naturale, alla presenza del Sottosegretario di Stato, Claudio Barbaro, del Vicedirettore Generale della FAO, Beth Bechdol, del Segretario Generale della Convenzione di Ramsar, Musonda Mumba, riunirà rappresentanze diplomatiche, organizzazioni internazionali, enti gestori, autorità locali, mondo accademico, società civile e settore privato.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *